Famiglia Fanari, una storia di antichi saperi caseari

Nel 1936, la famiglia Fanari, dapprima con la guida del nonno Antioco, inizia ad esercitare con passione e maestria l’attività della trasformazione del latte in formaggio, insegnando i propri segreti al figlio Giuseppe ed ai nipoti Rosetta, Antioco e Giovanni. Sono loro che continuano tutt’oggi ad esercitare questo magico mestiere, attraverso la sperimentazione ed il miglioramento delle tecniche casearie. Le stesse tramandate nei decenni. La Nuova Sarda Industria Casearia, situata nel comune di San Nicolò D’Arcidano (OR), nasce a seguito dell’assorbimento di un antico caseificio di Gonnosfanadiga. Quello che, in passato, era un importante centro agricolo della Sardegna centro meridionale.

Il segreto della qualità e del gusto dei nostri formaggi risiede proprio in quegli antichi saperi che oggi sono esaltati da nuove conoscenze e capacità tecniche.

Solo chi ama appassionatamente la propria terra e la propria arte può conoscere le qualità del latte di pecora e di quello di capra. Un latte raccolto presso gli allevatori della zona, da animali sempre liberi nei campi e nelle montagne, la cui dieta è costituita unicamente da erbe aromatiche e incontaminate. Quelle della macchia mediterranea.

Il caglio è il vero ingrediente magico della trasformazione. Un caglio prodotto direttamente in caseificio dagli stessi allevatori, grazie all’acquisto dei caglioli. Il fermento, invece, anch’esso fatto dalle sapienti mani del casaro, conferisce l’aroma ed il gusto autentico al formaggio. 
Il riscaldamento del latte, termizzato a basse temperature per non distruggere i profumi, conferisce gli aromi ed i sapori che la generosa natura ci ha concesso. Infine, la lavorazione della cagliata assicura di ottenere un formaggio esclusivo sia nel gusto che nella forma. Essa avviene attraverso l’uso di cesti di giunco intrecciati a mano, con gli arbusti raccolti negli stagni delle zone paludose dell’oristanese.

Rosetta della Famiglia Fanari

Rosetta

Amministratore

Antioco

Antioco

Responsabile qualità

Giovanni della Famiglia Fanari

Giovanni

Responsabile stabilimento

Fanari Formaggi, scritto sulla pietra

Giuseppe Fanari, un giorno di tanti anni fa, decise di lasciare il proprio segno su una pietra, affidando al tempo il compito di custodirne la memoria. La firma di Giuseppe, accompagnata dal nome di suo padre Antioco, è impressa in un blocco di cemento.

Ci piace immaginare che Giuseppe, attratto dalla colata di cemento non ancora solido, si sia divertito a scrivere il proprio nome. Più per gioco che per la volontà di tramandare ai posteri la propria firma. Oggi, a distanza di anni, quella firma, realizzata in una calligrafia elegante e ricercata, è diventata la base del restyling del marchio Fanari Fomaggi.

Un modo per ribadire il nostro legame con la famiglia, per raccontare la nostra storia e per proiettarci verso il futuro.

Quel cemento che oggi è pietra. Un ricordo e un simbolo che racchiude in un segno l’anima e il cuore delle diverse generazioni che producono da sempre formaggi sardi di alta qualità.

Firma "Fanari" sul cemento dell'azienda